Lavoro nero, 20 mila imprese nel mirino

Via libera dal Consiglio dei ministri - che si è svolto oggi a Reggio Calabria - al Piano straordinario di vigilanza per contrastare il lavoro sommerso nell’edilizia e nell’agricoltura. Il Piano, presentato dal ministro Maurizio Sacconi, punta a rafforzare le azioni di controllo e di contrasto nelle quattro regioni più sensibili alle problematiche del lavoro irregolare: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Saranno eseguiti controlli in 20 mila aziende, 10 mila agricole e 10 mila edili, e sarà impiegata una task-force di 550 ispettori, 500 presso le regioni interessate dal Piano e 50 provenienti da altre regioni. Nell’ambito del piano straordinario un ruolo importante e prioritario è assegnato agli Enti bilaterali, che andranno irrobustiti e sostenuti nell’ambito delle intese contrattuali di settore. Le risorse finanziarie messe a disposizione come fondo per le missioni e le spese di viaggio generali degli ispettori per circa 200 giornate è stata stabilita in 1,9 milioni di euro. “Il Piano straordinario di vigilanza – ha spiegato Sacconi – si integra con il Piano straordinario nei confronti della criminalità organizzata. Dobbiamo colpire gli elefanti nelle praterie del mercato del lavoro irregolare, e ai nostri ispettori abbiamo detto che saranno valutati soprattutto sulla base delle violazioni sostanziali oltre a quelle formali che riusciranno ad individuare. Oggi ci sono le condizioni per la tolleranza zero contro le attività irregolari e illegali. Attività verso le quali – ha chiosato il ministro – non può non esserci la nostra massima attenzione”.

La validità della scelta del governo, si legge nel Piano straordinario di vigilanza, è confermata dai risultati dell’azione ispettiva del ministero del Lavoro nel 2009. Nell’anno appena trascorso, infatti, “il numero di violazioni sostanziali accertate è notevolmente incrementato rispetto al 2008, come dimostrano alcuni dati. A fronte di una diminuzione delle violazioni di carattere formale (-28 per cento, tenuta del Libro unico del lavoro) sono fortemente aumentate le violazioni accertate: in materia di lavoro ‘nero’ +44 per cento, di appalti e somministrazione +193 per cento, di orario di lavoro +118 per cento, di rispetto dello Statuto dei lavoratori +208 per cento, di truffe nei confronti degli Istituti +483 per cento, di sicurezza sul lavoro +53 per cento”. Ecco perché, “sulla base di tale indirizzo e alla luce dei recenti eventi avvenuti nella provincia di Reggio Calabria (Rosarno)”, si rende opportuno “avviare un Piano straordinario di vigilanza nei territori del meridione più sensibili alle problematiche del lavoro irregolare” e in particolare “nei confronti delle imprese agricole ed edili” dove “le problematiche evidenziate possono dar luogo a un forte impatto sociale e sul piano dell’ordine pubblico e dove sono più probabili i collegamenti delle realtà economiche con le organizzazioni criminose strutturate sullo stesso territorio”.


Nel dettaglio, si legge ancora nel Piano messo in campo dall’esecutivo, nel comparto agricolo “l’azione ispettiva va particolarmente orientata sul fenomeno dell’utilizzo di manodopera anche stagionale, sul fenomeno del caporalato e delle truffe ai danni dell’istituto previdenziale realizzate mediante l’instaurazione di fittizi rapporti di lavoro, attività quest’ultima gestita prevalentemente dalle organizzazioni criminali”. Sulla base di tale scelta “è stata pertanto predisposta una calendarizzazione nei diversi ambiti geografici che tenga conto delle principali colture effettuate nei diversi periodi dell’anno”. Nel comparto edilizio, invece, “gli accessi ispettivi vanno realizzati sia nell’ambito di appalti privati che di appalti pubblici, ove è opportuno concentrare l’attenzione in particolare sulla correttezza delle procedure di appalto e subappalto e sul rispetto della normativa antimafia” e sia “sotto il profilo del rispetto della disciplina in materia di salute e sicurezza” per la tutela dei lavoratori. In questa fase, quindi, notevole importanza acquisteranno gli Enti bilaterali. I quali “potranno fornire utili elementi conoscitivi in ordine ai fenomeni di maggiore criticità presenti sul territorio ma anche svolgere, sempre in sinergia con le associazioni di settore, una azione di ampia sensibilizzazione delle aziende operanti”. In più, aggiunge il Piano, “un’altra importante funzione svolta da tali organismi è quella di un attento monitoraggio delle problematiche esistenti nei diversi ambiti locali” e infine “decisiva appare la funzione di ‘controllo sociale’ che possono svolgere gli Enti bilaterali, in grado di orientare operativamente l’attività di verifica da parte degli organismi pubblici” (Fonte ilvelino.it).

Newsletter

 
 
   

Links